Guillemins: scenari lunari. Anima sottomarina. La stazione di Calatrava a Liegi

Guillemins: scenari lunari. Anima sottomarina. La stazione di Calatrava a Liegi

D’inverno è una collina innevata, d’estate superficie argentea specchio del cielo, di sera corpo estraneo venuto dallo spazio. Uno scenario lunare, con una luce metafisica. Uno spazio indimenticabile per l’imponente struttura creata da archi di calcestruzzo armato con un’altezza di 36 metri e una luce di 160. Il viaggiatore giunto nella città di Liegi è accolto da una calotta celeste di vetro e cemento, immensa e luminosa, e viene fagocitato all’interno della struttura stessa attraverso una vera a propria discesa nel corpo di una balena. Una discesa sotto il mare. Il tutto rivestito di pietra blu. La pietra belga che non è propriamente dai toni del celeste ma di un grigio unico.
Si tratta di un’esperienza intensa che sancisce un rapporto organico con l’architettura. Essa stessa non è una gabbia di calcestruzzo ma sistema di comunicazione con la natura dei luoghi. Da un lato incornicia la città con un arco che configura un grande sbalzo centripeto. Dall’altro si raccorda alle verdi colline di Liegi sfumando con la destrezza di un corso d’acqua. L’immagine più suggestiva probabilmente è quella della sua inaugurazione realizzata attraverso l’apporto immaginifico della mente-cuore del Circ du Soleil Franco Dragone. Un tripudio di colori per uno snodo ferroviario che connette tutto il nord ovest europeo. L’intervento dell’architetto spagnolo invece stupisce per l’audacia delle forme e dei significati: rappresenta una gigantesca macchina caleidoscopica attraverso cui gli scenari urbani e le esperienze umane vengono proiettate sulle colline e generano un luogo eterno, ultra terreno. Una lanterna viva nel cuore della città. Un punto di arrivo e partenza verso infinite mete reali e immaginarie. 


English version 

Lunar landscape and underwater soul. The Calatrava Station in Liege.
In winter it is a snowy hill, during the summer surface silver mirror of the sky, in the evening foreign body came from space.
A lunar landscape, with a metaphysical light. One unforgettable space for the impressive structure created by arches of reinforced concrete with a height of 36 meters and a light of 160 meters.
The traveler arrived in the city of Liege is greeted by a celestial canopy of glass and concrete, vast and bright, and he is absorbed behind the same structure through a proper descent into the body of a whale. A drop under the sea. All covered with blue stone. The Belgian stone that is not really made by shades of blue but by a gray one.
It is an intense experience that establishes an organic relationship with the architecture. It is not itself a cage of concrete but a communication system with the nature of places.
On the one hand it frames the city with an arch which constitutes a large overhang centripetal. On the other hand it is connected to the green hills of Liege blending with the dexterity of a watercourse.
The most striking image is probably that of his inauguration realized through the contribution of the imaginative mind-heart Cirque du Soleil’s Franco Dragone. A riot of color for a railway junction that connects all the north west Europe.
Instead, the participation of the Spanish architect amazes for the boldness of forms and meanings: it represents a giant kaleidoscopic machine through which urban landscapes and human experiences are projected on the hills and generate an eternal place, ultra mundane. A lantern alive in the heart of the city. A point of arrival and departure towards real and imaginary endless destinations.



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